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Cosa mangiare a Firenze: i piatti imperdibili

Andrea

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Firenze, una delle città che il mondo ci invidia grazie al suo patrimonio artistico e culturale, è uno dei posti in Italia che non si possono non visitare anche se ce li abbiamo “dietro l’angolo”. Ecco quindi che dopo una visita agli Uffizi, una volta visto il David di Donatello, una passeggiata su Ponte Vecchio e l’immancabile passeggiata nei pressi di Santa Maria in Fiore e tutte le altre belle cose da vedere a Firenze, la fame inizia a farsi sentire.

Andiamo quindi a vedere cosa mangiare a Firenze con particolare riferimento a quelli che sono i piatti della tradizione fiorentina che non ci si può lasciar sfuggire.

Prima di iniziare però vale la pena fare un piccolo preambolo: la cucina fiorentina qui nell’entroterra è a base di piatti di carne, interiora, pane e salse ben unte e saporite. Pertanto, mi dispiace cari amici vegetariani ma dovrete impegnarvi un po’ di più per trovare il locale che fa per voi senza cadere nella classica trappola per turisti.

Lampredotto

Partiamo subito con un piatto tanto antico quanto attuale, dal momento che può essere tranquillamente annoverato nella categoria street food. Contrariamente a quanto suggerisce il nome, non ha niente a che vedere con la lampreda, ma si tratta di un panino farcito con stomaco di vacca.

Una curiosità? La lampreda è un pesce di fiume che in passato, visto il suo prezzo, era riservato alle tavole dei nobili. Il lampredotto è invece un piatto di “ripiego” che veniva cucinato dai ceti sociali più bassi usando il quinto quarto della mucca, una frattaglia della frattaglia.

Poco male perché dato lo scarso sapore e cattiva consistenza di questo taglio, il piatto finale viene condito con prezzemolo, acciughe, capperi, uova sode, spezie varie e del pane duro ammorbidito nell’aceto.

Come con la trippa, queste interiora vengono riccamente stufate per poi essere servite nella versione “bagnata” o “asciutta”. Tieni a portata di mano un po’ di tovaglioli in entrambi i casi

Ribollita

Il nome sicuramente non ti è nuovo dal momento che si tratta di uno dei piatti più iconici della cucina toscana. Anticamente veniva preparata con gli avanzi di carne accompagnati da fagioli, cavolo nero, verza, patate, cipolla, cavolo cappuccio e pane duro il tutto servito sotto forma di una squisita zuppa.

Anche in questo caso di troviamo di fronte ad un piatto dalla storia centenaria. I primi riferimenti scritti alla ricetta risalgono infatti al ‘500 dove si parla di una ricetta a base di pane raffermo e cavolo nero e bisognerà aspettare il ‘600 ed il libro di ricette di Giovanni Del Turco, ” Epulario e segreti Vari”, dove viene fornita una ricetta approfondita di una minestra parecchio somigliante alla ribollita moderna.

In merito al nome, non se ne conosce l’origine esatta, ma essendo una sorta di stufato povero, si ipotizza che sia dovuto al fatto che venivano ricotti più volte tutti insieme gli avanzi dei pasti precedenti, da lì il nome moderno.

Inutile dire che la versione che ti serviranno varierà in base alla ricetta della nonna dello chef e che è una delizia che non puoi non segnare sulla tua lista di cosa mangiare a Firenze

Bistecca alla fiorentina

Hai bisogno di spiegazioni?

Una sorta di bistecca dalle proporzioni cretaciche che non scende sotto il kg e mezzo, possibilmente di vacca chianina tagliata in modo da lasciare in mezzo l’osso con forma di “t”. Provatela a chiamare “T-Bone Steak” come si fa nei locali di moda delle grandi città europee e al posto di una bistecca, l’oste di turno vi caccerà malamente dal locale con grande probabilità.

Tuttavia, dopo questo consiglio, per onorare il vero, è doveroso riportare un dato che mina l’italianità di uno dei piatti più italiani che abbiamo. La parola bistecca deriva dall’inglese. C’è un aneddoto secondo il quale durante un banchetto presso la corte dei Medici, quindi proprio a Firenze, tra il 1600 e il 1700 de mercanti inglesi, per reclamare il loro piatto di “vitella alla brace” iniziarono ad invocare a gran voce “beef steak, beef steak”, che riportato male in Italiano (si, eravamo già bravi con l’inglese), si è tradotto in bistecca.

Alta almeno 5 – 6 centimetri, ci si mangia tranquillamente in due. Se sei un’amante della carne è doveroso scegliere uno dei migliori ristoranti di Firenze, accompagnarla con un buon vino e chiudere gli occhi quando ricevi il conto.

Peposo

Nome completo “Peposo alla Fornacina“, i racconti vogliono che sia una ricetta di Brunelleschi che, durante la costruzione del duomo, insieme ai suoi fornacini preparava questa pietanza negli stessi forni in cui si producevano i mattoni necessari per l’opera.

Si tratta di uno stufato con abbondate pepe il cui ingrediente principale è un pezzo di manzo brasato al vino – udite, udite: normalmente si usa il chianti – e cotto fino ad essere abbastanza morbido da sfilacciarsi.

Se sei di quelli che sbirciano gli altri tavoli quando sei al ristorante, lo riconosci al volo perché spesso viene servito in delle terrine di terracotta e la carne ha un colore piuttosto scuro quasi nero, dovuto all’uso del vino.

Schiacciata

Entriamo in territorio di disputa con questa focaccia, spieghiamo subito per te.

La schiacciata non è Fiorentina – sorry raga – ma è un piatto facilmente reperibile in tutta la regione da tempi immemori, tuttavia la città di Firenze l’ha “fatta sua” ed ora risulta essere una delle cose da mangiare a Firenze più ambite dai turisti di ogni dove.

Ora, va bene, quando la trovi è davvero un ottimo prodotto goloso, semplice e perfetto da mangiare mentre si va in giro. I vari posti che la servono poi si prendono le varie licenze artistiche in merito a farcitura ed impasti ed in alcuni casi diventano veramente spaziali.

Tuttavia occorre fare una riflessione: chi si azzarderebbe mai a dire che è la migliore d’Italia quando bisogna fare i conti con quelle Liguri e Pugliesi!?

Cos’altro mangiare a firenze

Scherzi a parte, la tradizione culinaria fiorentina è davvero eccezionale ed in grado di dare soddisfazioni anche ad i foodies più incalliti.

Per completezza, concludiamo questo articolo con alcune menzioni d’onore per altri piatti che non abbiamo ancora nominato:

  • Trippa alla fiorentina, che ha la peculiarità di essere preparata con prezzemolo e rosmarino;
  • Fagioli all’uccelletto, una zuppa di fagioli al pomodoro con aroma di salvia;
  • Zuccotto, un dolce che ha ben 500 anni imbevuto nell’Alchermes, spaziale per chi apprezza i dessert old school.

Per concludere possiamo dire che in Toscana sicuramente ci sono diverse pietanze prelibate e modi di prepararle completamente diversi tra le province. Infatti il nostro consiglio è quello di prendersi del tempo per rilassarsi in questa regione, non solo dal punto di vista del fisico, ma anche dal punto di vista enogastronomico e concedersi la visita di queste zone per andare a conoscere meglio la cucina toscana

A questo proposito, dai un’occhiata anche al nostro articolo sulla cucina grossetana.

Contiene una collab con Blogga Viaggio & Dove in Toscana