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Alla scoperta delle miniere del Sulcis Iglesiente

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Abbiamo il piacere di ospitare un articolo scritto da Fabrizio di Viaggi in Coppia. Fabrizio è un grande conoscitore della Sardegna e qui ci parlerà di una destinazione poco conosciuta sulla sua fantastica isola.

Tutti conosciamo la Sardegna e le sue sabbie dorate con mare cristallino. Tanti di noi sono stati in Costa Smeralda e dintorni ad assaporare quegli angoli di mare incantevoli che reggono il confronto con terre esotiche come Maldive e Caraibi.

Pochi sono invece coloro che si spingono sino alla costa Sud Occidentale della Sardegna, all’interno del Sulcis Iglesiente, un territorio così poco valorizzato e poco battuto dal turismo nostrano.

Certo è invece che questo angolo di paradiso sardo, cela tesori inesplorati che meritano di essere visti.

Immaginate spiagge diverse dal solito con mare turchese e sabbia dorata, ma anche rocce sedimentarie dai colori grigiastri che spuntano dalla battigia. Pensate a paesi semi-deserti che offrono i servizi essenziali al turismo odierno. Immaginate chilometri di spiagge incontaminate, dove in bassa stagione fa capolino il cervo sardo, battuto dall’imponente vento Maestrale.

Questo è il Sulcis Iglesiente. Un territorio ricco di storia e di difficoltà. Un territorio in cui la storia spiega la conformazione dell’ambiente circostante e nel quale possiamo inoltrarci godendoci sia la sua natura incontaminata, che le migliaia di storie che questo territorio racconta solo a coloro che hanno la pazienza di ascoltare.

Le miniere del Sulcis Iglesiente

La storia del Sulcis va di pari passo con lo sviluppo minerario in Sardegna.

Questo territorio ha sempre vissuto di miniere sin dall’800. Quando i giacimenti erano in mano ai francesi e per le strade del piccolo paesino di Bugerru, giravano dame con strani cappelli, mentre la popolazione del luogo campava a stento.

La vita del minatore è una vita dura. Lavorare sottoterra, esposto a temperature impossibili senza vedere la luce del sole per ore, ti garantiva un biglietto di ingresso prioritario per la silicosi. Qui questa malattia uccideva il più delle persone ai tempi, a causa della continua inalazione di polveri.

Eppure le miniere hanno vissuto a lungo nel territorio. Ben oltre i primi anni ’90 rimanevano attive in Sulcis alcune miniere.

E’ tuttavia dagli anni ’60/’70 che l’attuale governo decise un cambio delle politiche economiche nella zona, a causa della continua chiusura dei giacimenti minerari.

Da allora sorsero nel territorio enormi industrie. Producevano prodotti petrolchimici o semplicemente l’alluminio.

Questi ecomostri sorgevano a ridosso delle coste. Tutt’oggi, ci sono zone in cui sardi evitano di andare a fare il bagno per paura di rimanerne contaminati.

Oggi penso che almeno il 90% di queste fabbriche siano chiuse.

La chiusura ha causato un tasso di disoccupazione che supera il 35%: un vero dramma!

Il parco geominerario del Sulcis Iglesiente

Ormai da quasi 20 anni le miniere dismesse, dopo ani di abbandono, sono entrate a far parte del parco geominerario della Sardegna.Nel 2007 sono anche diventate patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Ciò significa che tante miniere del territorio sono diventate visitabili e che anche i turisti possono entrare in contatto con questo importante pezzo di storia di questo angolo di Sardegna.

Visitare le miniere è un’esperienza unica. Per me in particolar modo, perché mio nonno stesso ha vissuto una vita intera in miniera. Percorreva circa 40 chilometri in bicicletta il Lunedì (all’andata) e il Venerdì (per il ritorno a casa).

Entrando al loro interno verrete continuamente colpiti dalla domanda “come è stato possibile tutto ciò”? Sembra assurdo pensare che sino a pochissimo tempo fa, migliaia di persone vi lavorassero all’interno.

Penso che ora abbiate ricevuto una panoramica abbastanza ampia di cosa siano le miniere e per quale motivo dovremmo visitarle.

Passo ora a suggerirvi un piccolo tour che coniuga la visita alle miniere più interessanti a quello delle spiagge più belle, in modo da potervi godere anche un po di sole durante il vostro tour.

Tappa 1: Miniera di Santa Barbara a Bindua

Una delle prime miniere che vi invito a visitare è quella di Santa Barbara nel piccolo paese di Bindua, a circa 6 chilometri da Iglesias.

Questa miniera ha una storia secolare di estrazione, ma la sua principale attrazione è il ritrovamento al suo interno di quella che viene chiamata la grotta di Santa Barbara. Al suo interno migliaia di cristalli tabulari formati da vari minerali offrono uno spettacolo per gli occhi.

La miniera venne dismessa nel 1985.

Spiagge nelle vicinanze: Fontana Mare, Plaj’e Mesu, Punta S’arena. Si tratta in realtà di 3 pezzi diversi di spiaggia appartenenti ad un unico litorale. Spiaggia lunga chilometri e mare cristallino la rendono un luogo incantevole. Frequentata quasi esclusivamente da locali, i turisti qui sono cosa abbastanza rara.

Tappa 2: Galleria di Porto Falvia a Nebida

Da Bindua proseguite a destra al primo incrocio e proseguite poi in direzione Nebida. Dopo una strada a strapiombo sul mare (andate piano), arriverete al paese. Attraversatelo e svoltate al primo incrocio dopo il paese a sinistra.

Percorrete qui la strada che scende sino al parcheggio della spiaggia di Masua e imboccate la stradina sterrata in salita. Dopo pochi chilometri giungerete all’ingresso della Galleria di Porto Flavia.

Questa è un’opera di ingegneria incredibile. Si trova poco sopra il livello del mare e non sottoterra, perché qui non avveniva estrazione, bensì si caricavano i materiali estratti in altre miniere direttamente a bordo delle navi che sostavano di fronte.

Di fronte all’uscita della galleria si erge il Pan di Zucchero, un grosso massiccio di roccia bianca che domina l’orizzonte. Questo luogo è veramente consigliato: ricco di storia e molto affascinante.

Spiagge nelle vicinanze: Masua. Diventata molto frequentata negli ultimi anni, ad Agosto potrebbe essere off limits per via della tanta gente presente. Consiglio comunque un tuffo perché è un luogo di un fascino unico con un mare da sogno.

Tappa 3: Galleria Henry a Bugerru

Da Masua tornate indietro sino all’incrocio con la strada statale e svoltate a sinistra.

Tenetevi pronti ad assaporare uno dei paesaggi che io amo di più nel Sulcis. Sarete immersi nella macchia mediterranea, in un’area molto verde anche ad Agosto, dove il cellulare non prende per nulla e l’orizzonte si allarga.

Questa è la strada che porta a Bugerru, ma prima di arrivare in paese dovete per forza fermarvi alla spiaggia di Cala Domestica, altra oasi naturale incredibilmente bella.

Dopo qualche nuotata, ripartite verso il paese e seguite le indicazioni per la Galleria Henry.

Questa galleria consentiva il trasporto dei materiali dai cantieri sotterranei alle laverie per mezzo di una rotaia e di un treno a vapore, che soppiantò il trasporto sui muli.

Il percorso è molto suggestivo con scorci sulla falesia a picco sul mare molto appassionanti.

Spiagge nelle vicinanze: Scivu. Territorio protetto dal WWF, la spiaggia di Scivu è un vero paradiso, in cui fuori stagione fanno spesso capolino anche i cervi sardi. Non ci sono parole per descrivere questo luogo, ma il consiglio è di stare in spiaggia sino al tramonto quanto il sole si tuffa in mare: uno spettacolo senza paragoni!

Tappa 4: Galleria Anglosarda a Montevecchio

Proseguendo verso Nord potremo recarci in visita alla miniera Anglosarda nel paese di Montevecchio.

Questa volta ci inoltriamo un po di più nell’entroterra e andiamo alla scoperta di una delle miniere sotterranee più antiche di tutta la Sardegna.

Sono ben 12 km di gallerie che furono sfruttate appieno e con grande successo sino agli ’60, dopo di che iniziò il declino.

L’attività estrattiva andò tuttavia avanti sino al 1991, anno di chiusura della stabilimento.

Spiagge nelle vicinanze: Piscinas. Chilometri di sabbie dorate sono la caratteristica principale di questo splendido litorale che costituisce il deserto sabbioso più grande d’Europa. Una vera oasi incontaminata!

Direi che arrivati a questo punto avete assaporato per bene il mondo delle miniere del Sulcis e il Vostro tour potrebbe proseguire verso Nord.

Andate oltre le tortuose strade sulcitane e il consiglio è di fare un’ulteriore tappa nell’Oristanese. Altra zona molto sottovalutata della Sardegna.

Luoghi da visitare assolutamente: Complesso di Tharros e le sue adiacenti spiagge; spiaggia di Is Arutas (nel caso ci sia troppa gente andate a Mari Ermi poco più a Nord che è molto simile)

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