Il cammino di Santiago, la Conchiglia e qualche curiosità

Ebbene si, su una pagina come questa come poteva mai mancare un articolo sul Cammino Di Santiago? Ovviamente no.

Se n’è già sentito e letto parlare milioni di volte e un perchè effettivamente ci sarà. Premetto che se sei finito su questo articolo vuol dire che l’hai già cercato in lungo e in largo e probabilmente una volta consumate le pagine uno, due, tre e quattro dei risultati di Google non hai avuto altre opzioni. Slow Moove era l’unica cosa che ti mancava da leggere.

Prima di arrivare nocciolo della questione, ripassiamo al volo le basi. Sappiamo che il Cammino di Santiago era un’antica rotta di pellegrini che cercavano la purificazione. Sappiamo  anche sicuramente che di Caminos de Santiago ce ne sono tanti. Sappiamo soprattutto che non abbiamo capito molto visto che i vari articoli che ne parlano mettono in mezzo nomi di paesini che manco gli abitanti stessi sanno dove si trovano. Sappiamo anche che qui non farò niente per schiarire le idee (cioè io lo so, tu lo saprai tra poco). Insomma sappiamo grosso modo più o meno tutto, tanto una volta che sei a Roncisvalle (perchè comunque “IL Cammino” è quello francese) basta seguire le frecce gialle. 

Ma analizziamo ora qualcosa che sicuramente a molti sfugge. Il simbolo del Cammino di Santiago.

MA STA CONCHIGLIA?

Si tratta di una capasanta, classico aperitivo da mangiata un gradino più in su di quella con la nonna la domenica. In spagnolo concia, in spagnolo latino… bè può essere interessante chiederlo ad un argentino (tanto sicuro che qualcuno lo becchi strada facendo). Le spiegazioni sono varie, le più attendibili sono due.

  • Iconica. Sarebbe un simbolo di purificazione cristiano, declinando la figura all’iconografia medievale spesso si relaziona con la rinascita. In realtà si tratta di un simbolo già utilizzato in epoche pagane. La mia personale opinione è che con le sue proprietà afrodisiache (perchè ce le ha) sia stata in qualche modo associata alla sfera riproduttiva dell’uomo e poi riciclata e riadatta secondo l’epoca in corso.
  • Religiosa. Apparentemente un giovane che durante i giochi alla festa delle sue nozze stava per affogare giocando a una cosa che si usava in quegli anni. Quando lui e il suo cavallo (si, stava affogando con il cavallo) sparirono nelle acque del mare, magicamente riemersero affianco all’imbarcazione che trasportava i resti del nostro Santiago (per noi italiani Giacobbe). Sorpresa, il mantello del giovane era ricoperto da indovinate quale mollusco? Da quel momento si adotta come simbolo del Santo. Parliamo apparentemente dell’anno 43 D.C. Se capite lo spagnolo potete dare un’occhiata alla pagina da cui ho preso queste informazioni.

UNA BOTTA DI REALTA’

La storia si sa è piena di anime pie. Il problema è che non tutti lo sono stati. Nel corso dei secoli c’era chi faceva il pellegrino, chi comprava un paio di indulgenze, chi spediva qualcun altro a fare peregrinazioni per conto suo. Ti propongo uno scenario: sei un signorotto del ottavo – nono secolo nella tua bella  città o castello, ti servono, quasi ti imboccano quando mangi, puoi portarti a letto chiunque tu voglia pur essendo sposato, puoi includere nella lista donne, uomini e bambini, ecc ecc. Non ti sentiresti un pò sporco? E se monaci e preti avessero ragione? Arrivi alla conclusione che una “lavatina” spirituale ci sta bene.

Opzione numero uno. Ti metti in cammino, senza scarpe della Salomon, e percorri oltre 1.000 km a piedi attraversando un deserto, zone strapiene di banditi, magari ti becchi pure due ottomani (che in Spagna erano un pò ovunque) che ti vogliono fare la pelle e nel frattempo speri di non morire di fame, freddo, stenti, vesciche infette sotto i piedi, animali, sfiga, ecc ecc.

Opzione numero due. Prendi il primo disgraziato che ti passa davanti gli dai due spiccioli per andare al posto tuo, aspetti e speri che arrivi e che riesca a tornare. Il modo per dimostrarti che ci è andato sul serio? La conchiglia! Ma si trovano a Finis Terrae! Peggio per lui tanto è povero, che faccia altri 100 km.

 

Come diceva quello saggio, non è tutto oro ciò che luccica. Malgrado ciò il Cammino di Santiago è un’esperienza che mette alla prova corpo e mente. Vale la pena trovare il tempo di farlo, possibilmente con uno zaino figo e scarpe comode. Non c’è bisogno di fare i pellegrini medievali.


P.S. Già scaricato l’ebook (serio) di Slow Moove sul cammino? 🙂


 

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